INCUBATOIO DI FIUMELATTE 

 

Incubatoio ieri

 

Fiumelatte vanta un’antica tradizione in materia di piscicoltura, ed i primi esperimenti di allevamento di trote risalgono al 1864.
I primi esperimenti vennero effettuati nel caseggiato che anni prima aveva ospitato la vetreria Venini, che cessò la sua attività nel 1844. Il fautore della trasformazione da vetreria e incubatoio fu l'idrobiologo Marco de Marchi al quale ancora oggi è intitolata l'intera struttura.

Dopo la sua morte l'incubatoio venne donato allo stato italiano, dopo alterne vicissitudini, con periodi di interruzione produttiva, approda alla definitiva sistemazione ad opera della Provincia di Lecco.


Nell’incubatoio, che è stato anche sede dell’Istituto Italiano di Idrobiologia, arrivavano uova di diverse specie ittiche provenienti dall’Italia e dall’estero, e gli avannotti venivano poi seminati nelle acque del Lario e di altri bacini lacustri e fluviali.


incubatoio oggi


Nel 1996 la Provincia di Lecco si è resa promotrice del riutilizzo di questa storica struttura, dando il via al progetto di ristrutturazione e di recupero dell’incubatoio che ora, completamente rimodernato e riattivato, è uno dei più grandi stabilimenti ittiogenici per le acque interne in Europa.


Attualmente nell’incubatoio vengono allevati: Lavarelli, Salmerini Alpini, Trote Fario, Trote lacustre, Temolo e Lucci

con la seguente produzione massima sostenibile.

SPECIE

n. uova

larve

svezzam.

novellam

Lavarello

5.000.000

4.500.000

1.500.000

900.000

Salmerino

700.000

630.000

570.000

140.000

Trota Fario

420.000

380.000

190.000

140.000

Tr.Lacustre

420.000

380.000

190.000

140.000

Luccio

5.000.000

4.000.000

1.200.000

/

Temolo

4.500.000

4.000.000

1.500.000

140.000

 

Nei programmi futuri rientra l’allevamento di altre specie, come  il Persico Reale, la Carpa, la Tinca e l’Alborella.

Vista di Varenna dall'incubatoio